Momo Logo
Diego e la Pioggia di Stelle

Diego e la Pioggia di Stelle

Questa fiaba fa parte della biblioteca gratuita di storie per bambini di Momo per bambini dai 8 anni in su. Leggila online o ascoltala con narrazione…

Story Preview

Diego non amava molto giocare con gli altri bambini. Preferiva sedere sul gradino più alto del portone di casa sua, con una manciata di bricioli di pane, e osservare i passeri che arrivavano dal nulla. Erano sempre gli stessi tre: uno bianco e grigio che gracchiava forte, uno marrone che era più timido, e un piccolo dal petto rosso che mangiava i bricioli per ultimo. «Ciao, amici,» sussurrava Diego. «Oggi ho qualcosa di speciale.» Non lo sapeva ancora, ma era vero.

Una sera, mentre raccoglieva i bricioli più fini dal panettone di Natale, Diego notò qualcosa di strano. Non erano bricioli normali. Brillavano appena, come se dentro contenessero una scintilla di luce. «Mamma, guarda!» chiamò. Ma quando sua madre guardo, vide solo pane secco. Diego rimase in silenzio. Forse era stanco. Forse era il riflesso della lampada.

Il giorno dopo, Diego mise i bricioli brillanti nel piattino di ceramica blu che teneva nascosto sotto il gradino. Il passero dal petto rosso arrivò per primo, come sempre. Ma quando beccò il primo briciolo, accadde l'impossibile. Dalle sue ali si staccarono minuscole scintille di luce, che galleggiavano nell'aria come polvere dorata. Diego trattenne il respiro. Nessun altro poteva vedere. Solo lui.

Per tre settimane, Diego raccolse i bricioli più preziosi e li preparò in segreto. Ogni briciolo che offriva ai passeri si trasformava in un piccolo miracolo: ali che brillavano, code che lasciavano tracce luminose, canzoni che suonavano come campanelli d'argento. Era la cosa più bella che Diego avesse mai visto. E la teneva tutta per sé, come un tesoro. Nessuno doveva sapere.

Un pomeriggio di febbraio, Marta arrivò nel cortile con le spalle curve e lo sguardo rivolto al suolo. Marta era la compagna di classe di Diego. Era sempre sola, perché non parlava molto e disegnava insetti su tutti i suoi quaderni. Diego la vide passare davanti al suo gradino. Aveva un'espressione triste che Diego conosceva bene, perché la vedeva spesso nello specchio. Quell'espressione gli fece male.

«Ehi, Marta,» disse Diego. La sua voce tremava un poco. «Vuoi vedere una cosa?» Marta si fermò. Raramente qualcuno le rivolgeva la parola. «Qua,» continuò Diego. «Aspetta solo un momento.» Poco dopo, arrivò il passero dal petto rosso. Diego gli lanciò un briciolo normale, uno di quelli che aveva avanzato. Non brillava. Non faceva magia. Marta osservò l'uccello e sorrise appena. Ma fu una vera sorriso.

Da quel giorno, Marta andava al gradino ogni pomeriggio. Diego le raccontava dei tre passeri, dei loro nomi inventati, delle loro abitudini strane. Marta ascoltava, e disegnava l'uccello dal petto rosso sui suoi quaderni speciali. «Si chiama Rubino,» disse Diego un giorno. «L'ho capito dal colore delle sue penne.» Marta annuì e scrisse il nome sotto il disegno, con lettere grandi e piene di cura.

Una mattina di marzo, Diego si accorse che i bricioli brillanti stavano finendo. Non capiva come. Non ne aveva usati quasi nessuno da quando Marta era arrivata. Mise la mano nel barattolo di vetro dove li conservava. Solo una manciata rimasta. Forse dieci, forse meno. Diego sentì il cuore accelerare. La magia stava per sparire. E lui non era pronto a lasciarla andare.

Quella sera cercò di fare nuovi bricioli brillanti. Prese il pane secco, lo sminuzzò con attenzione, sussurrò parole magiche che aveva inventato. Niente. I bricioli rimanevano opachi e grigiasri, come pane normale. «Torna,» pregò Diego, stringendo il pugno. «Per favore, torna.» Ma la magia non si comanda. La magia si dona, oppure muore. E Diego ancora non lo sapeva.

Una settimana dopo, Marta non arrivò al gradino per tre giorni. Quando tornò, aveva il viso gonfio e rosso. Aveva pianto. «Cosa è successo?» chiese Diego, spaventato. «La nonna,» disse Marta con voce piccola. «È malata. Sta in ospedale. Non smette di dire che la vita è grigia, che non vede più colori belli.» Diego sentì una fretta strana, come se il tempo stesse accelerando intorno a lui.

Quella notte, Diego non dormì. Guardava il barattolo con gli ultimi bricioli brillanti. Brillavano ancora, ma fiocamente, come stelle che si spengono. Sapeva cosa doveva fare. Lo sapeva nel profondo del cuore, dove vivono le verità più dolorose. Se avesse dato i bricioli a Marta, la magia avrebbe fatto quello che faceva con i passeri: avrebbe illuminato il grigio. Avrebbe portato scintille là dove c'era solo tristezza. Ma era l'ultima magia che gli restava.

Diego mise i bricioli in un sacchetto di carta azzurra e scrisse sul foglio: «Per la nonna di Marta. Dalla parte di Diego.» Lo diede a Marta il giorno dopo, senza aspettare ringraziamenti. «Cosa sono?» chiese Marta, confusa. «Un segreto,» rispose Diego. «Ma funziona meglio se lo condividi con qualcuno che ami.» Marta guardò il sacchetto, poi guardò Diego. Capì tutto, anche se non capiva niente.

Una settimana dopo, Marta corse al gradino con un foglio in mano. Era un disegno della nonna, seduta nel letto d'ospedale, circondata da luce dorata che veniva dal nulla. «Ha detto che stanotte ha sognato il cielo più bello,» raccontò Marta, respirando forte. «Ha detto che al mattino si sentiva meglio. Come se qualcosa di magico l'avesse toccata.» Diego sorrise, e il sorriso gli costò molto caro, perché sapeva che non avrebbe più visto quella magia.

Il passero dal petto rosso tornò il giorno dopo. E il giorno dopo ancora. Ma quando beccava i bricioli normali, non c'era più polvere dorata. Non c'erano più scintille. Diego non si aspettava di stare bene. Pensava di sentirsi vuoto per sempre. Ma mentre guardava Marta che disegnava, e mentre ascoltava il chicchirichì del passero, capì qualcosa: la magia non era sparita. Era solo cambiata forma.

Ora, quando Diego e Marta stavano insieme sul gradino, tutto brillava diversamente. Il sole sulle spalle di Marta. Il movimento leggero dei passeri. La voce di Marta che raccontava le cose che la nonna aveva detto al telefono. Non erano scintille inventate. Era la luce vera delle cose care, che splende da sola quando la guardi abbastanza a lungo. E questa magia, scoprì Diego, non finiva mai.

Download Momo to read the full story with audio and illustrations

Read the full story in the Momo app

More Stories

Questa fiaba fa parte della biblioteca gratuita di storie per bambini di Momo per bambini dai 8 anni in su. Leggila online o ascoltala con narrazione audio nell'app.

More Magical stories · Create your own story · How Momo works

Browse all stories